Prodotti e Processi Tecnologici

L’utilizzo dell’ atmosfera protettiva per la conservazione dei prodotti ittici

Una di queste tecniche innovative è il confezionamento in atmosfera protettiva. Essa consiste nella sostituzione dell’ aria normalmente presente nella confezione con una miscela gassosa studiata per tenere sotto controllo la moltiplicazione microbica e stabilizzare le caratteristiche organolettiche.


In Italia  l’utilizzo del confezionamento in atmosfera protettiva è disciplinato dai decreti ministeriali 49/1988, 266/1994 e 209/1996; inoltre,  come stabilito dall’allegato II del DLgs 109/1992, modificato dal DPCM 311/1997, i prodotti alimentari, la cui durata è stata prolungata mediante l’impiego dei gas di imballaggio consentiti, devono riportare in etichetta la dicitura “Confezionato in atmosfera protettiva”.

I gas normalmente utilizzati per il confezionamento in atmosfera protettiva sono: l’ossigeno, l’ azoto e l’ anidride carbonica.

Ossigeno

Nei prodotti ittici l’ossigeno contribuisce a mantenere stabile il colore rosso vivo dell’ossimioglobina per cui trova largo impiego nel confezionamento dei prodotti ittici a carni rosse (come tonno e pesce spada), dove c’è bisogno di evitare l’inscurimento del prodotto per la formazione di metamioglobina. L’ossigeno, tuttavia, favorisce i processi di ossidazione ed irrancidimento dei grassi, per cui altera le qualità organolettiche dei pesci semigrassi e grassi (sgombri, salmoni, tonni, ecc).

Nei prodotti ittici, l’ossidazione lipidica è un grosso inconveniente, visto che essi hanno una frazione lipidica costituita per circa il 50% da acidi grassi polinsaturi. Com’è noto gli acidi grassi polinsaturi, per la presenza di doppi legami nella molecola, sono altamente instabili e a seguito di assorbimento di ossigeno, innescano delle reazioni che portano alla formazione di radicali liberi, i quali attivano delle reazioni a catena, che a loro volta produrranno sostanze responsabili della sgradevole sensazione organolettica di rancido (aldeidi e chetoni) e composti tossici per l’uomo (perossidi).

Anidride carbonica

È l’unico dei tre gas che esplica una vera e propria azione antimicrobica. È stato dimostrato sperimentalmente che tale effetto antimicrobico raggiunge il massimo quando l’ anidride carbonica supera concentrazioni del 30-40%.  L’azione dell’ anidride carbonica dipende, oltre che dalla concentrazione del gas e dalla temperatura di conservazione del prodotto, anche dalla carica microbica iniziale del prodotto alimentare. In generale, l’anidride carbonica provoca un rallentamento dello sviluppo dei microrganismi.

I microrganismi mostrano una sensibilità variabile nei confronti della CO2: gran parte delle muffe, molti lieviti ed i batteri aerobi stretti sono molto sensibili e vengono rapidamente inattivati. Al contrario, alcune speci di  batteri anaerobi più o meno stretti (clostridi, lattobacilli, stafilococchi, micrococchi), si moltiplicano meglio in presenza di  elevate dosi di anidride carbonica.

Un importante effetto prodotto dalla anidride carbonica è l’acidificazione del prodotto (modesto abbassamento del pH); ciò è dovuto al fatto che una piccola percentuale di questo gas, a seguito del contatto con l’acqua, sviluppa acido carbonico secondo la seguente reazione: H2O + CO2 => H2CO3. L’ acido carbonico è solubile nell’ acqua e, pertanto viene assorbito dal prodotto.

Oltre a ritardare lo sviluppo microbico nei prodotti ittici, le atmosfere ricche di anidride carbonica sono anche efficienti nel ridurre la produzione di amine biogene come: istamina, putrescina, cadaverina, tiramina, spermina e spermidina; esse sono responsabili di intossicazioni, caratterizzate da precisi sintomi, quali nausea, disturbi gastro-intestinali, difficoltà respiratorie, sudorazione, palpitazioni cardiache, mal di testa, orticaria, ipertensione o ipotensione.

Azoto

È un gas quasi del tutto inerte, che non interagisce con la sostanza organica con cui viene in contatto. Inodore ed insapore, non altera le caratteristiche sensoriali dell’alimento. È utilizzato come riempitivo per mantenere la confezione non collassata quando la CO2 si scioglie nel prodotto.

Composizione delle atmosfere protettive per i prodotti ittici

Nel caso dei prodotti ittici è opportuno prevedere atmosfere protettive contenenti basse % di ossigeno, circa 1-3%, al fine di prevenire la crescita del Clostridium botulinum.
In linea di massima,  per i pesci a carni scure (come tonno e pesce spada) è consigliata una miscela gassosa con % più elevate di ossigeno per mantenere il colore rosso vivo delle masse muscolari.

Per i prodotti ittici a carni chiare, come pesci magri (merluzzo, spigola, sogliola, orata, ecc…), ma soprattutto semigrassi (trota, sardina, cefalo, ecc…) e grassi (salmoni, sgombri, anguilla, ecc…), nonché crostacei e molluschi, è opportuno puntare su miscele che escludano quasi del tutto l’ossigeno, per evitare problemi di ossidazione della componente lipidica.

Materiali di confezionamento e confezionatrici

Per confezionare un alimento in atmosfera protettiva si impiegano, quasi sempre, pellicole e vaschette plastiche multistrati e/o metallizzate che, per la loro flessibilità, si adattano bene a seguire i contorni del prodotto ittico da conservare.

Le confezioni utilizzate per la conservazione con atmosfera protettiva devono essere costituite da un materiale ad alta barriera ovvero, con una permeabilità all’ossigeno e al vapore d’acqua inferiori a 5 cm3/m2/24h/atm in ampi intervalli di temperatura ed umidità relativa.

Per ottenere buoni risultati di conservazione è necessario, dunque, che il materiale di confezionamento possieda determinati requisiti: buona resistenza alle sollecitazioni meccaniche, buona impermeabilità ai gas e al vapore acqueo, innocuità per il consumatore.

Il confezionamento in atmosfera protettiva può essere effettuato con l’ausilio di specifici macchinari: confezionatrici “gas flushing” oppure confezionatrici “sottovuoto compensato”. Le prime sono caratterizzate da una lancia di alimentazione che entra nel tubolare formato dal film (che si svolge da una bobina) e introduce l’atmosfera selezionata che sostituisce l’aria presente. Il grosso limite di questa soluzione è costituito dall’incompleta eliminazione dell’ossigeno atmosferico e dalla difficoltà di rimozione dell’aria incorporata nel prodotto.

Migliori risultati si ottengono avvalendosi di impianti sottovuoto compensato, che pongono la confezione contenente il prodotto sottovuoto e successivamente vi introducono l’atmosfera protettiva.

Conclusioni

Come ampiamente descritto, il confezionamento in atmosfera modificata rappresenta una tecnologia di conservazione innovativa per i prodotti ittici, la cui azione non può prescindere dalla combinazione con un sistema di condizionamento tradizionale, tipo la refrigerazione.

Sicuramente, il principale vantaggio di questa tecnica è quello di preservare l’aspetto estetico e le caratteristiche organolettiche del pesce; esiste, però, anche il rovescio della medaglia, dato dal rapporto costi/benefici e dal fatto che l’ atmosfera protettiva non prolunga la vita commerciale dei prodotti ittici in misura così marcata come fa con altri tipi di alimenti carnei.

Gelsomino Panico

Ciao, sono Gelsomino Panico; vivo a Capaccio Paestum, bellissimo luogo situato a Sud  di SALERNO. Ho creato AEA CONSULENZE ALIMENTARI  con l' obiettivo di aiutare le piccole aziende di produzione alimentare a risolvere i problemi riguardanti la gestione dei costi, la gestione  della qualità, la sicurezza alimentare, la normativa e lo sviluppo dei prodotti e processi alimentari; opero sia in modalità ONLINE che in modalità OFFLINE. Per conoscermi meglio: