CIAO! Sono GELSOMINO PANICO, titolare di AEA CONSULENZE ALIMENTARI e amministratore del sito che stai consultando.

Sono un Tecnologo Alimentare  Libero Professionista con un Passato da Dipendente che, ad un Certo Punto della sua Carriera Ha Perso il Lavoro.

Credevo, Ingenuamente,  che il Lavoro da Dipendente, a Tempo Indeterminato, Presso Una Grande Azienda Alimentare Multinazionale mi Avrebbe Consentito di Arrivare alla Pensione Senza Problemi.

Purtroppo, mi Sbagliavo: il  Cosiddetto “Posto Fisso”, a Meno Che non Sia un Lavoro a Tempo Indeterminato STATALE, non dà Nessuna Certezza.

Tuttavia, Mi Sono Rimesso in Gioco e il Nuovo Lavoro me lo Sono Inventato Io, Trasformando una Sciagura in un’ Opportunità.

Non è Stato Facile ma ci Sono Riuscito e ciò Ha Generato in Me la Consapevolezza che, con la Forza della Volontà, Lo Spirito di Inventiva ed Anche un Pò di Fortuna, Tutto è Possibile.

TIENITI FORTE, LEGGI LA MIA STORIA!

Mahatma Ghandi

“Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”

MAHATMA GANDHI

(Porbandar, 1869 – Nuova Dehli, 1948)

LA MIA STORIA IN BREVE


DOVE VIVO (dal 1991)

Vivo a PAESTUM, nota località balneare situata a Sud della bellissima città di SALERNO e sede di una delle piu’ belle aree archeologiche d’ Italia, testimonianza della MAGNA GRAECIA  e patrimonio dell’ UNESCO.

Il sito archeologico di Paestum non è molto conosciuto, ma ti assicuro che è bellissimo ed è assolutamente da visitare. Qui, una vista dall’ alto, con la Costiera Amalfitana sullo sfondo; dal più vicino al più lontano, il Tempio di Hera (VI secolo a. C.), il Tempio di Nettuno (V secolo a.C.) e, in fondo, distante dai primi 2,  il Tempio di Cerere (VI secolo A.C.).

Templi di Paestum

CENNI STORICI
Nel corso dei secoli VII e VI  a. Cristo, si verificò un flusso migratorio da varie città della Grecia verso aree  dell’ Italia Meridionale situate nelle attuali Regioni Puglia, Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia.

Tale flusso migratorio fu motivato dalla ricerca, da parte dei migranti, di nuove opportunità nell’ ambito delle attività commerciali, oltre che da tensioni sociali dovute principalmente all’incremento della popolazione.

Le zone colonizzate nella penisola italiana assunsero il nome di MAGNA GRAECIA,  a testimonianza  dell’orgoglio dei migranti per aver dato vita, lontano dalla Grecia, ad una comunità  che aveva raggiunto  livelli così alti in campo sociale, culturale ed economico, da poter essere considerata più importante della stessa madrepatria.

Alcuni di questi migranti, appartenenti alla stirpe dei SIBARITI, che avevano  fondato LAOS in Calabria, si trasferirono nella nostra zona e fondarono POSEIDONIA; nei secoli successivi (dal 400  al 273  a. Cristo), la città  fu abitata dai LUCANI che ne cambiarono il nome in PAISTOM e, successivamente, dai ROMANI che ne cambiarono ancora il nome in PAESTUM.

LA MIA VITA DA STUDENTE dopo la scuola dell’ obbligo (1974 – 1986)

L’ ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE

Terminata la scuola dell’ obbligo, nel 1974 mi sono iscritto all’ Istituto Tecnico Industriale “Amedeo Avogadro” con specializzazione in “Tecnologie Alimentari” di SALERNO; a Luglio del 1979  ho conseguito il diploma di maturità.

L’ istituto aveva la fama di essere uno dei più seri e quotati di Salerno, anche grazie alla direzione del preside prof. UGO TARDOZZI, venuto a mancare qualche anno fa, amatissimo da Noi studenti (il primo Aprile era il suo Onomastico e, puntualmente gli preparavamo la torta e si festeggiava);  in apparenza era una persona severa; in realtà, era una persona buona e ci voleva bene. Quando sostituiva il professore di chimica perchè assente, teneva delle lezioni di chimica che erano spettacolari; riusciva a farci comprendere dei concetti apparentemente ostici. MITICO!!

L’ UNIVERSITA’

A Novembre del 1979 mi sono iscritto al corso di laurea in “Scienze delle Preparazioni Alimentari” presso la Facoltà di Agraria dell’ Università degli Studi di Milano ed ho conseguito la laurea nel Marzo 1986.

Ho un ricordo bellissimo degli anni dell’ Università, sebbene vivessi in una cascina dell’ estrema periferia sud di Milano, con bagno alla turca in comune in mezzo alle scale (con porta che non arrivava fino al pavimento; immagina l’ imbarazzo quando andavo al bagno), riscaldamento con stufa a kerosene (puzza indescrivibile e fumo nero quando la accendevo!), nel bel mezzo delle MARCITE (con ratti di dimensioni XXL che, a volte, attraversavano la strada mentre camminavo): il MOLINO DOPPIO.  Ora sarà sicuramente cambiato, ma nei primi anni ottanta era esattamente come descritto sopra.

Non potevo permettermi di meglio, avevo poco denaro; anzi, devo dire infinite volte GRAZIE ai miei genitori (purtroppo, venuti a mancare prematuramente) che, con enormi sacrifici mi hanno dato la possibilità di studiare e di laurearmi.

Con qualche professore si instaurava un rapporto cordiale e confidenziale: andavamo nel suo studio, Lui aveva una agenda con delle date (i computers e gli smartphones non sapevamo neanche cosa fossero!) e concordavamo la data dell’ esame. Erano gli anni della MILANO DA BERE, mi ero innamorato della città e lasciarla mi è dispiaciuto davvero tanto.

LE MIE ESPERIENZE DA DIPENDENTE (1986 – 2008)

LA NOCERA UMBRA (1986 – 1989)

Nel luglio 1986, fui assunto dalla Nocera Umbra, un’ Azienda del settore acque minerali e bevande gassate. A quei tempi era molto difficile trovare lavoro e forse lo era ancora più di oggi; non esisteva internet, non c’ erano i social networks; le uniche possibilità di incontro tra domanda e offerta di lavoro erano gli annunci sui giornali, il passaparola e le conoscenze dirette. Dunque, aver trovato lavoro dopo soli 4 mesi dalla laurea costituiva, per me, motivo di grande soddisfazione.

Questa  prima esperienza di lavoro, all’ inizio è stata davvero traumatica. Lo stabilimento di produzione in cui mi apprestavo a lavorare era ancora nella fase di montaggio impianti; al colloquio di assunzione,  il Direttore dello Stabilimento  mi ha chiesto: “Bene! Lei ha la laurea in Scienze delle Preparazioni Alimentari; ha sicuramente le competenze per svolgere il ruolo di Responsabile del Controllo Qualità e del Reparto Sciroppi! Se la sente di ricoprire questo incarico?” (lo sciroppo è il semilavorato che, mescolato con acqua gassata, da origine alla bevanda finita).

Non avevo alternative ed ho detto di si, anche se, pur avendo le conoscenze teoriche, non avevo la benchè minima idea di come gestire un reparto di produzione e men che meno il controllo qualità.

Dopo un breve periodo di training presso un altro stabilimento del gruppo mi sono ritrovato da solo, senza collaboratori (arrivati dopo 5-6 mesi) e sono ben presto diventato il capo di me stesso; dovevo:

  • preparare dei batch di 25.000 litri per volta (250 q.li!); lo facevo con l’ ansia addosso perchè sbagliare una preparazione di tale portata significava arrecare danni per milioni di lire (decine di migliaia di euro);
  • gestire l’ impianto per il trattamento dell’ acqua utilizzata per la preparazione delle bibite (un impianto complesso che prevedeva il dosaggio di cloruro di calcio, solfato ferroso e ipoclorito di sodio: se si sgarrava un pò succedevano disastri);
  • sanificare, almeno una volta alla settimana, tutta la linea dell’ acqua minerale, dalla sorgente ai serbatoi di accumulo;
  • gestire l’ impianto di depurazione;
  • eseguire i controlli di qualità sull’ acqua minerale, sugli ingredienti principali, sul prodotto finito e sui reflui;

I responsabili di altri reparti (con decenni di esperienza presso altre Aziende) hanno capito che ero alle prime armi e mi hanno ben presto “accoppato” addossandomi, spesso, colpe per eventi negativi che accadevano nello stabilimento: trascorrevo notti insonni pensando alle vicissitudini quotidiane. UN INCUBO!

Tuttavia, dopo aver ricevuto sberle e tegole sulla testa a non finire fino allo svenimento (metaforicamente parlando), ho capito come funzionavano le cose e non mi sono fatto più accoppare; nel frattempo, rispondevo agli annunci di lavoro ed  inviavo curriculum a più non posso….

LA Co.N.I. SUD (1990)

…Fu così che dopo circa 3 anni, sono stato assunto da un’ azienda del settore conserve ittiche (Co.N.I. Sud) come responsabile del controllo qualità.

Il primo giorno in cui misi piede nello stabilimento della Co.N.I. sud, avevo già una brutta gatta da pelare: il direttore dello stabilimento mi chiese se ero pratico di depurazione dei reflui. Risposi subito di si, perchè alla Nocera Umbra avevo gestito senza grossi problemi il depuratore e mi ero appassionato alla materia.

Non avevo considerato che un conto sono le acque reflue di un’ azienda che produce bevande gassate (acqua zuccherata e colorata), altra cosa sono le acque reflue di un’ azienda che produce conserve ittiche (teste, ossa, code, pelle, grassi, sangue, e chi più ne più ne metta):

  • Le vasche di sedimentazione erano colme di fanghi che tracimavano ed ingolfavano il depuratore consortile che raccoglieva i reflui degli stabilimenti della zona industriale per la depurazione finale.
  • Il gestore del depuratore consortile telefonava incavolato un giorno si e un giorno pure.
  • Gli abitanti dei dintorni dell’ area industriale protestavano per la puzza che emanava il depuratore.

Amavo le sfide e decisi che avrei dovuto a tutti i costi risolvere il problema (anche perchè avevo preso un impegno con il Direttore dello Stabilimento e non potevo tirarmi indietro); fu così che, con il valido aiuto del conduttore del depuratore riuscimmo, dopo circa 1 mese, a far fuoriuscire dal depuratore un refluo decente.

Il lato comico della faccenda è che ad un certo punto al depuratore consortile sono morti tutti i fanghi attivi  ed il gestore, che per mesi aveva protestato perchè gliene arrivavano troppi, ci ha chiesto se gliene potevamo mandarne un pò. Purtroppo non abbiamo potuto accontentarlo perchè i fanghi non tracimavano più dalla vasca di sedimentazione!

Tuttavia, risolto questo problema, neanche in questa azienda mi sentivo soddisfatto e, pertanto, continuavo ad inviare curriculum.

LA PARMALAT ( 1991 – 2005)

FU COSI’ CHE DOPO CIRCA 1 ANNO, A GENNAIO 1991, SONO APPRODATO ALLA DIVISIONE FORNO DELLA PARMALAT COME RESPONSABILE DELLA GESTIONE QUALITA’ E TECNOLOGO DI PROCESSO DI STABILIMENTO.

L’ esperienza in parmalat è stata quella che mi ha formato, sia per il ruolo svolto, sia per la durata. Mi è stata data la possibilità di lavorare in un’ Azienda organizzata, di gestire la qualità e di occuparmi di ottimizzazione dei prodotti; inoltre, ho avuto modo di conoscere persone speciali con alcune delle quali ho tutt’ ora un solido rapporto di amicizia.

Per i primi dieci anni ho svolto il mio compito nello stabilimento di Paestum; è per questo motivo che mi sono trasferito stabilmente in questo accogliente luogo, provenendo da un paese vicino: CAMPAGNA (il paese in cui ogni anno, nel periodo estivo, si svolge la famosa CHIENA).

In questo stabilimento si realizzavano prodotti panificati (basi pizza e focacce confezionati in atmosfera protettiva) oltre che latte pastorizzato, in 2 reparti dello stabilimento ben distinti e separati.

Dopo 10 anni, a febbraio del 2001, la parmalat ha chiuso lo stabilimento di Paestum e sono stato trasferito nello stabilimento di ATELLA, in provincia di Potenza, nel cuore del Vulture, noto per i LAGHI DI MONTICCHIO e per le sorgenti di acqua minerale (il caso ha voluto che contemporaneamente il responsabile assicurazione qualità dello stabilimento è andato in pensione e, pertanto, ho mantenuto la mia funzione). In questo stabilimento si realizzavano biscotti e merendine (pasta sfoglia, colati e pandispagna).

Purtroppo, come spesso capita, le cose belle hanno una fine e ciò è accaduto nel Dicembre 2003, con il fallimento dell’ azienda che è finita in amministrazione straordinaria ed ha deciso di cedere la divisione forno.

LA VICENZI BISCOTTI (2006 – 2008)

A Dicembre del 2005, la divisione forno della Parmalat è stata acquisita dalla Vicenzi Biscotti, la quale aveva grandi progetti per lo stabilimento di ATELLA, tanto è vero che nel 2008 stava prendendo forma una linea di merendine dai connotati salutistici che ne doveva risollevare le sorti.

Purtroppo, nel corso dell’ anno sono improvvisamente cambiati i programmi dell’ azienda e, a Dicembre 2008, lo stabilimento di produzione è stato chiuso.

E’ STATO COME UN FULMINE A CIEL SERENO; MI SONO RITROVATO SENZA LAVORO DALL’ OGGI AL DOMANI E, CREDIMI, NON E’ STATO AFFATTO PIACEVOLE! IL MIO UNICO PENSIERO ERA “E MO’ CHE FACCIO?”

LA MIA AVVENTURA COME LIBERO PROFESSIONISTA (dal 2009)

In situazioni del genere, se non si reagisce bene, si rischia di andare in depressione; tuttavia, è proprio il caso di dire che non mi sono fatto prendere dal PANICO. Dovevo decidere cosa fare:

  1. Partecipare a qualche concorso nella pubblica amministrazione con la speranza di ottenere un posto di lavoro;
  2. Tentare di ricollocarmi presso altre aziende alimentari;
  3. Intraprendere l’ attività di libero professionista;

La prima ipotesi  l’ ho quasi subito scartata e, dopo aver tentato di ricollocarmi, con esito negativo, presso altre Aziende Alimentari, ho deciso di intraprendere l’ attività di libero professionista.

Ho aperto la Partita Iva ed ho creato AEA CONSULENZE ALIMENTARI con l’ obiettivo di instaurare rapporti di collaborazione con piccole e medie Aziende Alimentari e di mettere a loro disposizione le competenze acquisite nel corso delle precedenti esperienze lavorative. 

I primi anni di attività sono stati davvero duri; provenendo da un’ esperienza seppur ventennale come dipendente, non sapevo cosa fare per acquisire i clienti e non avevo la benchè minima idea di come relazionare con loro: ho preso altre sberle e tegole sulla testa (sempre metaforicamente parlando).

Ho anche attraversato un brutto periodo, durante il quale a stento riuscivo a mettere il piatto a tavola e non riuscivo a pagare le bollette.  A volte non avevo neanche i soldi per spostarmi con l’ automobile e, non potendo uscire per lavoro, non avevo entrate ( dalle mie parti si dice ” ncopp ‘o cuott, l’ acqua vullent” (sulla scottatura, l’ acqua bollente).

Tuttavia, posso affermare con assoluta certezza che, con la forza di volontà, la voglia di reagire e la forza della disperazione, ho trasformato questa situazione critica in una opportunità, raggiungendo degli obiettivi che erano fuori dalla mia immaginazione!

Dunque, sono felice di aver fatto questa scelta, sono motivato come un trentenne all’ inizio della carriera, provo una grande soddisfazione quando un’ Azienda risolve i problemi grazie al mio supporto e ritengo di poter dare il mio contributo ancora per molti anni nel mondo affascinante delle scienze e tecnologie alimentari nel quale è tutto in evoluzione e non si finisce mai di imparare.

A PROPOSITO…ORA SONO UNO DEI NONNI DEL PICCOLO ENEA E DELLA PICCOLA LUNA: DUE BIMBI ALLEGRI ED ESTROVERSI CHE MI REGALANO DEI MOMENTI BELLISSIMI.

Quando sono con loro è tutto rimandato: impegni di lavoro, appuntamenti telefonici, ecc.; tuttavia non ti devi preoccupare perchè appena mi è possibile sono a Tua disposizione!

LE PRINCIPALI TAPPE DEL MIO PERCORSO FORMATIVO

TITOLI DI STUDIO CONSEGUITI

  • Maturità Tecnica indirizzo “Tecnologie Alimentari” conseguita presso l’ I.T.I.S. “A. Avogadro” di Salerno (1979);
  • Laurea in  “Scienze delle Preparazioni Alimentari” conseguita presso l’ Università degli Studi di Milano(1986);
  • Abilitazione all’ esercizio della professione libera di “Tecnologo Alimentare” conseguita presso l’ Università “Federico II” di Napoli (Iscritto al N° 11 dell’ Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio) (2000);

INCARICHI RICOPERTI

  • Responsabile reparto preparazione sciroppi e laboratorio controllo qualità (Nocera Umbra SUD, settore bevande gassate e acque minerali) (1986 – 1989);
  • Responsabile laboratorio controllo qualità (Co.N.I. SUD, settore conserve ittiche) (1990);
  • Responsabile Assicurazione Qualità e Tecnologo Alimentare di processo (Parmalat SPA, Vicenzi Biscotti SPA) (1991 – 2008);
  • Tecnologo Alimentare libero professionista (dal 2009);

COMPETENZE ACQUISITE

Ho acquisito competenze significative negli ambiti:

Nei seguenti settori della produzione alimentare:

  • soft drink
  • conserviero
  • lattiero caseario
  • prodotti da forno
  • gelati
  • pasticceria industriale

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