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Nuove regole UE sull’etichettatura dei vini in ottemperanza al regolamento UE 2021/2117: guida della commissione europea

Nuove regole UE sull’etichettatura dei vini: la chiarezza al servizio del consumatore

Scopri il programma per creare le tabelle dei valori nutrizionali di AEA Consulenze Alimentari

Abbiamo messo a punto un programma per il calcolo dei valori nutrizionali in formato excel affidabile e semplice da utilizzare. Leggi le info

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Come Creare le Etichette per Esportare i Prodotti Alimentari in America

Vuoi esportare i tuoi prodotti alimentari in America? Vi spieghiamo come approntare l’ etichetta nutrizionale.

Come creare le etichette per esportare i tuoi prodotti alimentari in CANADA


INFORMAZIONI DA RIPORTARE IN ETICHETTA PER L’ ESPORTAZIONE IN CANADA



Per esportare i prodotti alimentari preconfezionati in Canada, è necessario che l’ etichetta sia conforme alle severe direttive della Health Canada (sezione cibo e nutrizione) e del CFIA (Canadian Food Inspection Agency); le informazioni devono essere riportate in duplice lingua: Francese ed Inglese. 
Le informazioni obbligatorie da riportare in etichetta sono le seguenti:
  1. Denominazione di vendita: Il nome comune o usuale del prodotto.
  2. Elenco degli ingredienti: Deve essere riportato in ordine decrescente di peso; gli ingredienti a base di zucchero devono essere raggruppati ed esplicitati.
  3. Dichiarazione degli allergeni: Le sostanze che possono causare allergie devono essere adeguatamente indicate per mezzo della dicitura”Contains…….”; quelle probabilmente presenti per cross contamination devono essere identificate mediante la dicitura ” May contain…….”
  4. Tabella dei Valori Nutrizionali: Obbligatoria per la maggior parte dei prodotti, con formati specifici e aggiornati stabiliti da Health Canada.
  5. Istruzioni di conservazione: Chiare indicazioni sulle modalità di mantenimento del prodotto prima e dopo l’apertura.
  6. Data di scadenza o termine minimo di conservazione.
  7. Quantità netta: Deve essere espressa nel sistema metrico decimale (es. grammi, chilogrammi, millilitri, litri).
  8. Paese di origine: E’ obbligatorio specificare la provenienza (es. “Product of Italy”).
  9. Dati del produttore: Nome e indirizzo del responsabile delle informazioni (produttore, confezionatore o importatore).
  10. Simboli FOP (Front-of-Package): obbligo di inserire un simbolo nutrizionale sulla parte frontale della confezione (FOP) per i prodotti che superano determinate soglie di grassi saturi, zuccheri aggiunti o sodio.

Nei capitoli che seguono entro nel dettaglio delle informazioni sopra elencate.


DENOMINAZIONE DI VENDITA



In Canada, la denominazione di vendita è definita “Nome Comune” (Common Name) e deve indicare chiaramente la natura del prodotto, in modo preciso e non fuorviante, rispettando le norme Safe Food for Canadians Regulations (SFCR) e della sopracitata CFIA.
È obbligatorio l’uso della doppia lingua (inglese e francese) e il nome deve apparire sulla parte principale dell’etichetta.
Dunque, i requisiti fondamentali sono:
  • Bilinguismo: La denominazione deve essere presente sia in inglese che in francese (es. Apple Juice / Jus de pomme).
  • Precisione: La denominazione di vendita  deve essere quella stabilita dalla Food and Drug Regulations o, in assenza di una denominazione di vendita regolamentata, si deve adottare il nome comune riconosciuto (ad esempio: succo di pera).
  • Posizione: Deve essere ben visibile sul Principal Display Panel.
  • Evitare inganni: Non deve trarre in inganno sulla natura, composizione o origine.


ELENCO INGREDIENTI



Le normative canadesi sono molto rigorose per quanto riguarda le modalità di presentazione della lista ingredienti. Bisogna attenersi alle  linee guida della CFIA (Canadian Food Inspection Agency). Gli aspetti principali di cui tenere conto sono riportati di seguito:
  1. L’ elenco degli ingredienti deve essere riportato in ordine decrescente di peso ed in duplice lingua; sia in inglese che in francese. Questi 2 elenchi devono stare in uno spazio con bordo nero o molto scuro; inoltre, devono essere preceduti dal termine “Ingredients” (in inglese) e “Ingrédients” (in francese). Questo termine deve essere riportato in grassetto.
  2. Il colore dei caratteri deve essere nero oppure scuro su sfondo bianco o molto chiaro senza immagini, in maniera tale che vi sia un buon contrasto; il font deve essere leggibile (è preferibile utilizzare un font sans serif, tipo arial). L’altezza della “o” minuscola deve essere minimo 1,6 mm; è tollerata un’ altezza minima di 0,8 mm se l’ area di presentazione del prodotto è molto piccola (inferiore a 10 cmq).
  3. Gli ingredienti elencati devono essere riportati in minuscolo; facoltativamente, le iniziali di ciascun ingrediente possono essere anche riportate in MAIUSCOLO.
  4. I nomi degli ingredienti elencati devono essere preferibilmente separati dal punto; tuttavia, possono anche essere separati dalla virgola; tuttavia, l’utilizzo dei punti elenco (bullet points) è spesso raccomandato per una maggiore leggibilità, specialmente quando la lista ingredienti è lunga o complessa.
  5. Qualora nel prodotto vi siano varie tipologie di zuccheri, essi devono essere raggruppati  ed essere preceduti dal termine “sugars”/”sucres”, ad esempio: sugars (glucose syrup, dextrose) per consentire al consumatore di identificare facilmente tutte le fonti di zuccheri aggiunti.
  6. Gli additivi (compreso i coloranti), devono essere elencati con il loro nome specifico (non è ammesso l’ utilizzo della nomenclatura europea (E…); non vi è l’ obbligo di specificare la loro funzione, ma se si sceglie di riportarla , si deve riportare prima il nome dell’ additivo e poi la sua funzione (in parentesi) (ad esempio: acido citrico (acidificante)).
  7. Se un ingrediente è composto da più ingredienti (es. “formaggio”, “mix di farine”), questi devono essere elencati tra parentesi subito dopo il nome dell’ingrediente composto.
Per maggiori dettagli, ti suggerisco di consultare la guida ufficiale sull’etichettatura alimentare in Canada su Canada.ca.
Di seguito riporto un esempio di elenco ingredienti di una etichetta di prodotti alimentari Canadese.




DICHIARAZIONE DEGLI ALLERGENI



La normativa canadese richiede la dichiarazione obbligatoria in etichetta delle sostanze che vengono ritenute responsabili della comparsa di reazioni allergiche. Esse sono di seguito riportate:
    1. Grano e Triticale (inclusi glutine, farro, kamut, segale, orzo, avena)
    2. Frutta a guscio (noci, mandorle, noci del Brasile, anacardi, nocciole, noci di macadamia, noci pecan, pinoli, pistacchi)
    3. Arachidi
    4. Semi di sesamo
    5. Uova
    6. Latte
    7. Soia
    8. Senape
    9. Pesce
    10. Crostacei (es. gamberetti, granchi, aragoste)
    11. Molluschi (es. ostriche, vongole, cozze, capesante)
    12. Solfiti in quantità superiore a 10 ppm

Da notare che per la normativa canadese i pinoli sono considerati allergenici (per la normativa europea non lo sono); viceversa, i lupini ed il sedano non sono ritenuti allergenici.

Per quanto riguarda le modalità di dichiarazione, VIENE SPIEGATO BENE QUI, dal Food and Drug Regulations .

Sostanzialmente,  gli ingredienti allergenici si possono evidenziare  nella lista ingredienti evidenziando tra parentesi l’ ingrediente allergene; in alternativa (o in aggiunta), si possono evidenziare sotto alla lista ingredienti con la dicitura ” Contains… / Contient…” (In grassetto ed iniziale MAIUSCOLA) seguita dall’ elenco degli allergeni presenti.

Per quanto riguarda, invece, le sostanze allergeniche probabilmente presenti a causa di contaminazione crociata, si deve riportare la dicitura “May Contain… / Peut Contenir…” (in grassetto ed iniziale MAIUSCOLA) seguita dall’ elenco degli allergeni probabilmente presenti



TABELLA DEI VALORI NUTRIZIONALI


Elemento fondamentale dell’ etichetta è la tabella dei valori nutrizionali, che prevede la dichiarazione, nell’ ordine, dei seguenti valori nutrizionali riferiti a porzione:

  • energia (calorie)

  • grassi (g)

  • grassi saturi (g)
  • grassi trans (g)
  • carboidrati (g)

  • fibre (g)
  • zuccheri (g)
  • proteine (g)

  • colesterolo (mg)

  • sodio (mg)

  • potassio (mg)
  • calcio (mg)
  • ferro (mg)

Da notare che:

  • La tabella prevede la dichiarazione, in corrispondenza di ogni valore nutrizionale, la dichiarazione della % di assunzione rispetto alle assunzioni di riferimento giornaliere, ad eccezione di: carboidrati, proteine e colesterolo;
  • per grassi saturi e grassi trans, la % di assunzione è un valore unico (è la somma delle % di assunzioni)
  • Nella parte in basso della tabella viene specificato che, quando la % di assunzione supera il 15%, è eccessiva; viceversa, quando è inferiore al 5%, è troppo poco.
  • Tutti le dichiarazioni sono riportate in duplice lingua (Inglese e Francese)
  • Dimensioni della tabella, grandezza dei caratteri, larghezza delle linee di separazione sono stabilite dalla normativa Canadese, come si può vedere qui:



Come si può notare, i valori nutrizionali sono riportati in duplice lingua (sia in inglese che in francese) e sono riferiti a porzione; le calorie sono riportate a caratteri più grandi per meglio evidenziarle.

Rispetto alla versione superata, sono riportati la % di assunzione rispetto all’ assunzione di riferimento per gli  zuccheri (anzichè per i carboidrati) e il valore di potassio (che non era previsto); al contrario non sono più previsti i valori di vitamina C e di vitamina A in quanto gli studi hanno dimostrato che la probabilità di carenza di queste 2 vitamine è bassa nella popolazione canadese.

Infine, è riportata una nota che avvisa che  la % di assunzione rispetto all’ assunzione di riferimento per un determinato nutriente è considerata eccessiva se è superiore al 15%; viceversa, è considerata carente se è inferiore al 5%.



VALORI NUTRIZIONALI RIFERITI ALLA PORZIONE


I valori nutrizionali riportati nella tabella sono riferiti alla porzione; essa rappresenta  la quantità dell’ alimento (in grammi o in ml) raccomandata giornaliermente per il consumo ed è definita per ogni categoria di prodotto alimentare.

QUI PUOI CONSULTARE I VALORI DELLE PORZIONI DI RIFERIMENTO PER LE VARIE CATEGORIE DI PRODOTTI

Tuttavia, il concetto di porzione può avere una valenza diversa, in relazione a diversi fattori come il rapporto tra il peso del prodotto e la porzione, la presentazione del prodotto (se è misurabile con la tazza, se è in pezzi, ecc.).

Di seguito esamino i vari casi.



CASO 1 – ALIMENTI CHE POSSONO ESSERE CONSUMATI IN UNA SOLA VOLTA (Contenuto della confezione inferiore al doppio della porzione)



Quando il prodotto è venduto in una confezione che può essere consumata in una sola volta, si assume che la porzione equivalga alla quantità contenuta nella confezione.

Ciò vale per i prodotti il cui contenuto della confezione è pari al massimo al doppio della porzione.

Nell’ esempio di seguito riportato, la confezione di latte contiene 473 ml di prodotto; poichè la porzione raccomandata per il latte è pari a 250 ml, ne consegue che la confezione contiene una quantità di latte che è meno del doppio della porzione e, pertanto, i valori nutrizionali devono essere riferiti alla quantità di latte contenuto nella confezione.

Se il contenuto della confezione fosse stato pari, ad esempio, a 600 ml, i valori nutrizionali si sarebbero dovuti riferire a 250 ml.



Confezione di prodotto alimentare  con contenuto inferiore al doppio della porzione.


CASO 2 – ALIMENTI CHE POSSONO ESSERE CONSUMATI A PIU’ RIPRESE (Contenuto della confezione superiore al doppio della porzione)



Si possono presentare vari casi:

  • Prodotti alimentari che possono essere misurati con la tazza (yogurt, pasta corta, fagioli secchi, ecc.);
  • Prodotti alimentari che vengono venduti a pezzi o che vengono frazionati prima di essere consumati (biscotti, merendine, torte, ecc.);
  • Prodotti alimentari di pezzatura pari alla quantità che viene solitamente consumata (ad esempio, fette di pancarrè);

Di seguito riporto alcuni esempi.



ALIMENTI CHE POSSONO ESSERE MISURATI (a volume, con una tazza, con cucchiaio, cucchiaino, ecc.)



Per gli alimenti che possono essere misurati, come lo yogurt, le dimensioni della porzione  possono essere espresse in uno dei seguenti modi:

  • Tazza
  • cucchiaino da tè
  • cucchiaio

Ad esempio, la porzione di riferimento per lo yogurt è pari a 175 g; di seguito sono riportate 4 immagini di contenitori di yogurt.

Le tabelle dei valori nutrizionali nelle prime due immagini di yogurt sono quelle non più in vigore e, pertanto, superate.

La porzione dello yogurt A era pari ad 1/3 di tazza (pari a 100g), mentre la porzione dello yogurt B era pari a 1/2 tazza (pari a 125g).

Poichè le porzioni avevano un importo differente, i 2 yogurt non erano confrontabili tra di loro, dal punto di vista nutrizionale.

Secondo, i nuovi criteri, invece, indipendentemente dalla grandezza della confezione, l’ importo della porzione è sempre 175 grammi, pari a 3/4 di tazza; in questo modo, i 2 yogurts sono più facilmente comparabili dal punto di vista nutrizionale.



Alimenti che possonno essere misurati


ALIMENTI VENDUTI A PEZZI O FRAZIONATI PRIMA DEL CONSUMO (es: biscotti, merendine, torte, ecc.)



Per gli alimenti venduti a pezzi come i crackers, i biscotti, le merendine, ecc. o che vengono frazionati prima di essere consumati, come le torte, le lasagne, ecc. la dimensione della porzione può essere espressa con una delle seguenti modalità:

  • numero di pezzi corrispondenti alla porzione;
  • frazione del prodotto corrispondente alla porzione (ad esempio, fetta);

Ad esempio, la dimensione della porzione indicata su una scatola di crackers dovrebbe essere il più vicino possibile a 20 g, perchè tale quantità corrisponde alla quantità di riferimento.

Anche se il peso ed il numero di crackers varia da prodotto a prodotto, il peso della porzione è in ogni caso pari a circa 20 grammi; in questo modo è più facile confrontare diversi tipi di crackers.

Nelle immagini sottostanti, le prime due scatole di crackers riflettono la situazione superata; la dimensione della porzione indicata sulla confezione dei crackers A corrisponde ad 8 crackers (pari a 28g); viceversa, la dimensione della porzione indicata sulla confezione dei crackers B corrisponde sempre ad  8 cracker, che, però, pesano 14g.

E’ evidente che le dimensioni delle porzioni sono differenti tra di loro  e che le 2 confezioni di crakers non sono confrontabili  dal punto di vista nutrizionale.

Nelle immagini successive, si può vedere, invece, la situazione secondo i nuovi criteri: assodato che la dimensione della porzione è pari a 20 grammi, essa corrisponde a circa 6 crakers della confezione A ed a circa 11 crakers della confezione B.

In questo modo, è più facile confrontare questi 2 prodotti dal punto di vista nutrizionale.



Alimenti venduti a pezzi o che vengono divisi prima del consumo


PRODOTTI ALIMENTARI VENDUTI IN QUANTITA’ SOLITAMENTE CONSUMATE



La dimensione della porzione di alcuni alimenti riflette il modo in cui esso viene solitamente consumato.

Nel caso del pane a fette, ad esempio,  la porzione sarà pari al peso in grammi di 2 fette, perchè il consumatore solitamente lo utilizza  per preparare i toasts farciti e ne utilizza 2 fette.

Di seguito sono riportate 2 immagini di pane a fette le cui tabelle dei valori nutrizionali riflettono la situazione preesistente, ormai superata.

La dimensione della porzione indicata sulla confezione del pane A è per 1 fetta che pesa 45 g;  la dimensione della porzione indicata sulla confezione per il pane B è per 2 fette che pesano complessivamente 76g.

E’ chiaro che dal punto di vista nutrizionale, le dimensioni delle porzioni dei due prodotti sono difficili da confrontare.

Le 2 immagini successive, invece, riportano le tabelle dei valori nutrizioinali che rispecchiano la situazione attuale; la dimensione della porzione indicata sulla confezione per il pane A è per 2 fette, che corrispondono a 90 g; viceversa, la dimensione della porzione sulla confezione del pane B è sempre per  2 fette e corrisponde a 76g.

In questo caso, le porzioni sono più facili da confrontare, perché si basano sullo stesso numero di fette.



Quantità di cibo solitamente consumata

Scopri il programma per creare le etichette e le schede (tecniche, produzione e costi) di AEA Consulenze Alimentari

Adempimenti necessari per esportare i Prodotti Alimentari negli Stati Uniti d’ America.

Guida Pratica all’ Implementazione del Manuale di Autocontrollo Igienico (Manuale HACCP)

Guida all’ etichettatura delle bevande spiritose (rum, whisky, brandy, grappa, vodka, anice, amaro, ecc.)

La normativa sulle bevande spiritose è abbastanza complessa e ciò può costituire un problema se non sei suffiscientemente aggiornato perchè le bevande spiritose devono essere realizzate ed etichettate rispettando tale normativa. La norma di riferimento è il Regolamento (UE) 2019/787; esso definisce le regole per la produzione, la descrizione, la presentazione e l’etichettatura delle bevande spiritose immesse nel mercato dell’ Unione Europea. In questa guida ho trattato gli aspetti salienti della normativa, perciò te ne consiglio la lettura.

lisozima

Lisozima: l’agente antibatterico naturale

Nel mondo di oggi, con l’aumento della resistenza agli antibiotici, ricercatori e scienziati sono costantemente alla ricerca di agenti antimicrobici alternativi. Una di queste sostanze che ha attirato l’attenzione è il lisozima, noto anche come lisozima. Il lisozima è un enzima naturale presente in varie secrezioni corporee, tra cui lacrime, saliva e muco, che svolge un ruolo cruciale nei meccanismi di difesa dell’organismo contro le infezioni batteriche.

Scoperto da Sir Alexander Fleming nel 1922, il lisozima è ora riconosciuto come un importante agente antimicrobico, poiché fornisce all’organismo un’ulteriore linea di difesa contro i batteri nocivi. Questo enzima agisce abbattendo la parete cellulare batterica, portando infine alla morte del microrganismo. La parete cellulare dei batteri è composta principalmente da peptidoglicano, una struttura complessa che mantiene l’integrità e la stabilità della cellula. Il lisozima prende di mira le connessioni tra le catene di zuccheri del peptidoglicano, provocando l’indebolimento e la rottura della parete cellulare, rendendo il batterio suscettibile ad altri meccanismi di difesa o agenti antimicrobici.

Una delle caratteristiche distintive del lisozima è la sua attività antibatterica ad ampio spettro. È efficace contro i batteri Gram-positivi, che hanno una parete cellulare esterna spessa, così come contro alcuni batteri Gram-negativi, che possiedono una membrana esterna aggiuntiva. Questa versatilità lo rende prezioso nella lotta contro un’ampia gamma di agenti patogeni, tra cui Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae ed Escherichia coli.

Oltre al suo ruolo antibatterico diretto, il lisozima possiede anche proprietà immunomodulatorie. Aiuta nella regolazione della risposta immunitaria stimolando la produzione di citochine e altri mediatori immunitari. Inoltre, è stato dimostrato che lisozima potenzia l’attività di altri peptidi antimicrobici, rafforzando la difesa generale dell’organismo contro gli agenti patogeni invasori.

Oltre alla sua presenza naturale nelle secrezioni corporee, il lisozima è stato sfruttato per varie applicazioni in medicina e nell’industria. È disponibile in commercio sotto forma di integratori o creme topiche, utilizzate per le sue proprietà antibatteriche nel trattamento di infezioni o infiammazioni cutanee minori. Lisozima è utilizzato anche nell’industria alimentare come conservante naturale, inibendo la crescita di batteri che possono causare deterioramento.

Sebbene il lisozima sia generalmente considerato sicuro, il suo uso dovrebbe essere attentamente regolato e dovrebbero essere prese in considerazione potenziali allergie o reazioni avverse. Come per qualsiasi agente antimicrobico, la comparsa di ceppi resistenti è motivo di preoccupazione. Tuttavia, a causa della natura multiforme del meccanismo d’azione di lisozima, la probabilità di sviluppare resistenza sembra essere inferiore rispetto agli antibiotici tradizionali.

In conclusione, il lisozima è un enzima essenziale che contribuisce alla difesa innata dell’organismo contro le infezioni batteriche. La sua versatile attività antibatterica e le proprietà immunomodulanti lo rendono un’interessante alternativa o terapia aggiuntiva per combattere i patogeni resistenti agli antibiotici. La continua ricerca sul potenziale del lisozima e di altri agenti antimicrobici naturali offre speranza per lo sviluppo di nuove strategie per affrontare la crescente crisi della resistenza antimicrobica.
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In a world where humans possess superpowers, you are a “power broker,” someone who specializes in providing individuals with powers in exchange for a price. Describe a day in your life and the challenges you face as a power broker.,

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