Nuove regole UE sull’etichettatura dei vini in ottemperanza al regolamento UE 2021/2117: guida della commissione europea
Nuove regole UE sull’etichettatura dei vini: la chiarezza al servizio del consumatore
Nuove regole UE sull’etichettatura dei vini: la chiarezza al servizio del consumatore
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Vuoi esportare i tuoi prodotti alimentari in America? Vi spieghiamo come approntare l’ etichetta nutrizionale.
Nei capitoli che seguono entro nel dettaglio delle informazioni sopra elencate.
Da notare che per la normativa canadese i pinoli sono considerati allergenici (per la normativa europea non lo sono); viceversa, i lupini ed il sedano non sono ritenuti allergenici.
Per quanto riguarda le modalità di dichiarazione, VIENE SPIEGATO BENE QUI, dal Food and Drug Regulations .
Sostanzialmente, gli ingredienti allergenici si possono evidenziare nella lista ingredienti evidenziando tra parentesi l’ ingrediente allergene; in alternativa (o in aggiunta), si possono evidenziare sotto alla lista ingredienti con la dicitura ” Contains… / Contient…” (In grassetto ed iniziale MAIUSCOLA) seguita dall’ elenco degli allergeni presenti.
Per quanto riguarda, invece, le sostanze allergeniche probabilmente presenti a causa di contaminazione crociata, si deve riportare la dicitura “May Contain… / Peut Contenir…” (in grassetto ed iniziale MAIUSCOLA) seguita dall’ elenco degli allergeni probabilmente presenti
Elemento fondamentale dell’ etichetta è la tabella dei valori nutrizionali, che prevede la dichiarazione, nell’ ordine, dei seguenti valori nutrizionali riferiti a porzione:
Da notare che:

Come si può notare, i valori nutrizionali sono riportati in duplice lingua (sia in inglese che in francese) e sono riferiti a porzione; le calorie sono riportate a caratteri più grandi per meglio evidenziarle.
Rispetto alla versione superata, sono riportati la % di assunzione rispetto all’ assunzione di riferimento per gli zuccheri (anzichè per i carboidrati) e il valore di potassio (che non era previsto); al contrario non sono più previsti i valori di vitamina C e di vitamina A in quanto gli studi hanno dimostrato che la probabilità di carenza di queste 2 vitamine è bassa nella popolazione canadese.
Infine, è riportata una nota che avvisa che la % di assunzione rispetto all’ assunzione di riferimento per un determinato nutriente è considerata eccessiva se è superiore al 15%; viceversa, è considerata carente se è inferiore al 5%.
I valori nutrizionali riportati nella tabella sono riferiti alla porzione; essa rappresenta la quantità dell’ alimento (in grammi o in ml) raccomandata giornaliermente per il consumo ed è definita per ogni categoria di prodotto alimentare.
QUI PUOI CONSULTARE I VALORI DELLE PORZIONI DI RIFERIMENTO PER LE VARIE CATEGORIE DI PRODOTTI
Tuttavia, il concetto di porzione può avere una valenza diversa, in relazione a diversi fattori come il rapporto tra il peso del prodotto e la porzione, la presentazione del prodotto (se è misurabile con la tazza, se è in pezzi, ecc.).
Di seguito esamino i vari casi.
Quando il prodotto è venduto in una confezione che può essere consumata in una sola volta, si assume che la porzione equivalga alla quantità contenuta nella confezione.
Ciò vale per i prodotti il cui contenuto della confezione è pari al massimo al doppio della porzione.
Nell’ esempio di seguito riportato, la confezione di latte contiene 473 ml di prodotto; poichè la porzione raccomandata per il latte è pari a 250 ml, ne consegue che la confezione contiene una quantità di latte che è meno del doppio della porzione e, pertanto, i valori nutrizionali devono essere riferiti alla quantità di latte contenuto nella confezione.
Se il contenuto della confezione fosse stato pari, ad esempio, a 600 ml, i valori nutrizionali si sarebbero dovuti riferire a 250 ml.
Si possono presentare vari casi:
Di seguito riporto alcuni esempi.
Per gli alimenti che possono essere misurati, come lo yogurt, le dimensioni della porzione possono essere espresse in uno dei seguenti modi:
Ad esempio, la porzione di riferimento per lo yogurt è pari a 175 g; di seguito sono riportate 4 immagini di contenitori di yogurt.
Le tabelle dei valori nutrizionali nelle prime due immagini di yogurt sono quelle non più in vigore e, pertanto, superate.
La porzione dello yogurt A era pari ad 1/3 di tazza (pari a 100g), mentre la porzione dello yogurt B era pari a 1/2 tazza (pari a 125g).
Poichè le porzioni avevano un importo differente, i 2 yogurt non erano confrontabili tra di loro, dal punto di vista nutrizionale.
Secondo, i nuovi criteri, invece, indipendentemente dalla grandezza della confezione, l’ importo della porzione è sempre 175 grammi, pari a 3/4 di tazza; in questo modo, i 2 yogurts sono più facilmente comparabili dal punto di vista nutrizionale.
Per gli alimenti venduti a pezzi come i crackers, i biscotti, le merendine, ecc. o che vengono frazionati prima di essere consumati, come le torte, le lasagne, ecc. la dimensione della porzione può essere espressa con una delle seguenti modalità:
Ad esempio, la dimensione della porzione indicata su una scatola di crackers dovrebbe essere il più vicino possibile a 20 g, perchè tale quantità corrisponde alla quantità di riferimento.
Anche se il peso ed il numero di crackers varia da prodotto a prodotto, il peso della porzione è in ogni caso pari a circa 20 grammi; in questo modo è più facile confrontare diversi tipi di crackers.
Nelle immagini sottostanti, le prime due scatole di crackers riflettono la situazione superata; la dimensione della porzione indicata sulla confezione dei crackers A corrisponde ad 8 crackers (pari a 28g); viceversa, la dimensione della porzione indicata sulla confezione dei crackers B corrisponde sempre ad 8 cracker, che, però, pesano 14g.
E’ evidente che le dimensioni delle porzioni sono differenti tra di loro e che le 2 confezioni di crakers non sono confrontabili dal punto di vista nutrizionale.
Nelle immagini successive, si può vedere, invece, la situazione secondo i nuovi criteri: assodato che la dimensione della porzione è pari a 20 grammi, essa corrisponde a circa 6 crakers della confezione A ed a circa 11 crakers della confezione B.
In questo modo, è più facile confrontare questi 2 prodotti dal punto di vista nutrizionale.
La dimensione della porzione di alcuni alimenti riflette il modo in cui esso viene solitamente consumato.
Nel caso del pane a fette, ad esempio, la porzione sarà pari al peso in grammi di 2 fette, perchè il consumatore solitamente lo utilizza per preparare i toasts farciti e ne utilizza 2 fette.
Di seguito sono riportate 2 immagini di pane a fette le cui tabelle dei valori nutrizionali riflettono la situazione preesistente, ormai superata.
La dimensione della porzione indicata sulla confezione del pane A è per 1 fetta che pesa 45 g; la dimensione della porzione indicata sulla confezione per il pane B è per 2 fette che pesano complessivamente 76g.
E’ chiaro che dal punto di vista nutrizionale, le dimensioni delle porzioni dei due prodotti sono difficili da confrontare.
Le 2 immagini successive, invece, riportano le tabelle dei valori nutrizioinali che rispecchiano la situazione attuale; la dimensione della porzione indicata sulla confezione per il pane A è per 2 fette, che corrispondono a 90 g; viceversa, la dimensione della porzione sulla confezione del pane B è sempre per 2 fette e corrisponde a 76g.
In questo caso, le porzioni sono più facili da confrontare, perché si basano sullo stesso numero di fette.
La normativa sulle bevande spiritose è abbastanza complessa e ciò può costituire un problema se non sei suffiscientemente aggiornato perchè le bevande spiritose devono essere realizzate ed etichettate rispettando tale normativa. La norma di riferimento è il Regolamento (UE) 2019/787; esso definisce le regole per la produzione, la descrizione, la presentazione e l’etichettatura delle bevande spiritose immesse nel mercato dell’ Unione Europea. In questa guida ho trattato gli aspetti salienti della normativa, perciò te ne consiglio la lettura.
Lisozima: l’agente antibatterico naturale
Nel mondo di oggi, con l’aumento della resistenza agli antibiotici, ricercatori e scienziati sono costantemente alla ricerca di agenti antimicrobici alternativi. Una di queste sostanze che ha attirato l’attenzione è il lisozima, noto anche come lisozima. Il lisozima è un enzima naturale presente in varie secrezioni corporee, tra cui lacrime, saliva e muco, che svolge un ruolo cruciale nei meccanismi di difesa dell’organismo contro le infezioni batteriche.
Scoperto da Sir Alexander Fleming nel 1922, il lisozima è ora riconosciuto come un importante agente antimicrobico, poiché fornisce all’organismo un’ulteriore linea di difesa contro i batteri nocivi. Questo enzima agisce abbattendo la parete cellulare batterica, portando infine alla morte del microrganismo. La parete cellulare dei batteri è composta principalmente da peptidoglicano, una struttura complessa che mantiene l’integrità e la stabilità della cellula. Il lisozima prende di mira le connessioni tra le catene di zuccheri del peptidoglicano, provocando l’indebolimento e la rottura della parete cellulare, rendendo il batterio suscettibile ad altri meccanismi di difesa o agenti antimicrobici.
Una delle caratteristiche distintive del lisozima è la sua attività antibatterica ad ampio spettro. È efficace contro i batteri Gram-positivi, che hanno una parete cellulare esterna spessa, così come contro alcuni batteri Gram-negativi, che possiedono una membrana esterna aggiuntiva. Questa versatilità lo rende prezioso nella lotta contro un’ampia gamma di agenti patogeni, tra cui Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae ed Escherichia coli.
Oltre al suo ruolo antibatterico diretto, il lisozima possiede anche proprietà immunomodulatorie. Aiuta nella regolazione della risposta immunitaria stimolando la produzione di citochine e altri mediatori immunitari. Inoltre, è stato dimostrato che lisozima potenzia l’attività di altri peptidi antimicrobici, rafforzando la difesa generale dell’organismo contro gli agenti patogeni invasori.
Oltre alla sua presenza naturale nelle secrezioni corporee, il lisozima è stato sfruttato per varie applicazioni in medicina e nell’industria. È disponibile in commercio sotto forma di integratori o creme topiche, utilizzate per le sue proprietà antibatteriche nel trattamento di infezioni o infiammazioni cutanee minori. Lisozima è utilizzato anche nell’industria alimentare come conservante naturale, inibendo la crescita di batteri che possono causare deterioramento.
Sebbene il lisozima sia generalmente considerato sicuro, il suo uso dovrebbe essere attentamente regolato e dovrebbero essere prese in considerazione potenziali allergie o reazioni avverse. Come per qualsiasi agente antimicrobico, la comparsa di ceppi resistenti è motivo di preoccupazione. Tuttavia, a causa della natura multiforme del meccanismo d’azione di lisozima, la probabilità di sviluppare resistenza sembra essere inferiore rispetto agli antibiotici tradizionali.
In conclusione, il lisozima è un enzima essenziale che contribuisce alla difesa innata dell’organismo contro le infezioni batteriche. La sua versatile attività antibatterica e le proprietà immunomodulanti lo rendono un’interessante alternativa o terapia aggiuntiva per combattere i patogeni resistenti agli antibiotici. La continua ricerca sul potenziale del lisozima e di altri agenti antimicrobici naturali offre speranza per lo sviluppo di nuove strategie per affrontare la crescente crisi della resistenza antimicrobica.
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